NetBlade arriva su iPhone
Pubblicato il 4 settembre 2026
NetBlade è nato su Android, dove il sistema lascia leggere parecchio di ciò che accade in rete. Su iPhone quelle porte sono chiuse, e un porting fatto bene deve partire da lì: non da cosa si vuole rifare, ma da cosa la piattaforma permette davvero. L'app non è ancora scaricabile e non promettiamo una data; questo è il punto a cui siamo e le scelte che l'hanno determinato.
Una riscrittura, non un involucro
Non c'è una pagina web travestita da app: è codice Swift con interfaccia SwiftUI, scritto da zero. Oggi funzionano lo scanner della rete locale, lo scanner delle porte, il ping e il traceroute, le interrogazioni DNS e WHOIS, l'ispettore dei certificati TLS, il calcolatore di sottoreti, il Wake-on-LAN e il client SNMP. Ci sono anche un terminale SSH e un client FTP con navigazione delle cartelle, quest'ultimo scritto a mano. Manca il pezzo più grosso, l'inventario delle macchine Windows, ed è l'ultimo in programma proprio perché è il più intricato: SMB, WinRM e NTLM non sono protocolli che si riscrivono in un pomeriggio.
Perché SNMP viene prima di tutto
Su Android, per sapere quali dispositivi ci sono in rete, si legge la tabella ARP del kernel: un elenco già pronto di indirizzi IP e indirizzi MAC che il sistema mantiene per conto suo. Su iOS quella tabella non è accessibile. Il MAC di un dispositivo è ciò che ne rivela il produttore, e senza produttore un elenco di indirizzi IP dice molto poco: sapere che al 192.168.1.22 risponde qualcosa è diverso dal sapere che è una presa intelligente. La via che resta è chiederlo al router, e il router parla SNMP. Ecco perché è stato il primo protocollo portato e non un accessorio: su iPhone è la spina dorsale che sostituisce quello che su Android il sistema regala.
L'analizzatore Wi-Fi non ci sarà
Su Android NetBlade elenca le reti vicine con canale, potenza e sicurezza, e suggerisce il canale più libero. Su iPhone non esiste, e non è una scelta nostra né una mancanza di tempo: iOS non espone alcuna interfaccia pubblica per scansionare gli access point circostanti. Un'app conosce soltanto la rete a cui è connessa in quel momento. Nessuno ha una versione che funziona, perché non è un problema di bravura: quella porta è chiusa per tutti. Preferiamo dirlo adesso, invece di lasciarlo scoprire dopo il download a chi cercava proprio quello.
Intanto, su Android
La versione Android è completa e disponibile su Google Play, in 42 lingue. Per iPhone non c'è ancora una data: quando ci sarà qualcosa da provare, lo scriveremo qui.